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Monte Limbara

La catena montuosa del Limbara è certamente una delle zone montane più apprezzate della Sardegna, la sua fama è data dalle varie forme curiose dei suoi graniti scolpiti dal vento, dalle fresche acque dei ruscelli e dalle sorgenti nascoste tra i fitti boschi verdeggianti. Sulle cime i panorami spaziano dalle campagne e i vigneti dell'Alta Gallura al mare smeraldo del golfo di Olbia e di La Maddalena sino alle montagne della Corsica. La natura in questo angolo di Sardegna è un vero e proprio mosaico di sequoie, pini, abeti, ginepro e sugheri che si sposano con la classica macchia mediterranea di erica e corbezzolo.

La Punta Sa Berritta raggiunge i 1362 m e rende il Limbara il massiccio montuoso granitico più elevato dell’Isola, annoverandosi tra le montagne più elevate della Sardegna, dopo il Gennargentu e i Supramontes.

Le caratteristiche rocce del Limbara hanno varie guglie multiformi che si alternano in una scenografia perfetta, sono vere e proprie cascate di massi di granito ricoperte da licheni, attraversate da numerose sorgenti, rii e torrenti, protette da lecci, pinete, e tantissime piante aromatiche oltre a varie specie di piante, molte delle quali uniche in Sardegna, ed alcune delle quali sono, addirittura, uniche al mondo.

Nei pressi della punta Balistreri, 1.359 m, si trova la chiesetta della Madonna della Neve.

Le pendici del Limbara sono ricche di vigneti, miele e tutta la montagna è un esplosione di colori durante tutto l'anno: il giallo della ginestra di Corsica riempie i mesi estivi, il bianco e giallo dell'erba di Santa Barbara in primavera, il violetto dello zafferano in inverno, ma la più ambita è la 'Rosa del Limbara' che fiorisce a maggio sopra gli 800 metri con i suoi petali rosa-fucsia, sul Limbara si trova anche la viola sardo-corsa, un fiore raro che si trova solo su queste due isole e nell'isola d'Elba.

La fauna del Limbara è varia, si possono poi avvistare: cinghiali, donnole, martore, la lepre sarda ed il coniglio selvatico, la Lucertola del Bedriaga ed i Mufloni, una riserva è proprio poco distante dall’hotel. Centinaia di specie di uccelli tra cui l’Aquila reale, la poiana, il falco pellegrino e s'astore, innumerevoli insetti, ed il raro Tritone sardo, tra le acque dei torrenti.

Dal passato il Limbara ci porta in dote diversi toponimi: i tafoni murati (li conchi fraicati), le carbonaie (li chei), gli stazzi, i nuraghi, le tombe dei giganti e le domus des Janas (case delle fate). Ma anche la sapiente tradizione dell'uso di erbe e piante officinali per la realizzazione di unguenti per uso erboristico e farmaceutico che fanno del Limbara un posto speciale tanto da alimentare storie e leggende sulle guaritrici dell'Alta Gallura.